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I piedini di mia zia (I)

Mi chiamo Alberto e sono un ragazzo molto educato e gentile, fisico asciutto..
Nel 2008 ero disoccupato, un giorno ricevo una cartolina dalla Polizia di Stato che diceva che dovevo presentarmi a Roma in data tot alle ore X ecc per fare la prova scritta, le selezioni per diventare un allievo di polizia.
Parlandone a casa sul come avrei potuto raggiungere la meta esce fuori che mia madre avrebbe chiesto a sua sorella minore studentessa all’università di Roma se poteva ospitarmi per 2/3 giorni.
Mia madre è la più grande di 6 figli, mentre la zia universitaria è la più piccola, quindi tra me e lei c’è solo qualche anno di differenza. Dopo averli telefonato mi dice che non c’era nessun problema, mi avrebbe volentieri ospitato anche perchè la coinquilina con la quale divideva l’appartamento non era li con lei in quei giorni. :D
Mia zia è un bella ragazza dal carattere un po’ difficile infatti ha rotto con più di uno, dopo essere stata fidanzata seriamente per diversi anni con tutti .. mhà “chissà perchè?” mi sono sempre chiesto. Quindi all’epoca era singol.
Ha i capelli biondo ricci, occhi scuri 1,65 di altezza, un fisico magro.. uno di quei corpi con seno piccolo e sedere pronunciato che a me piacciono tanto; ma il particolare che più le ammiro sono i suoi piedini. Un 37 davvero perfetto. Sono sincero nel dire che qualsiasi feticista, a cui sappiamo cade facilmente l ‘occhio sulle estremità di una ragazza, rimarrebbe senza fiato per qualche istante e con le pupille dilatate ad ammirare in silenzio i suoi piedini; distratto dal tutto il resto che lo circonda in quel momento.
Essendo un amante del genere Femdom in tutte le sue forme (mai estreme) con particolare devozione al foot-dom non nascondo che spesso ho fantasticato di essere lo schiavo di mia zia.
Ora prima di andare avanti voglio raccontare un episodio che mi è successo da piccolo quando ancora non capivo neanche il significato della parola “Femdom”.
Bene, ero a casa della nonna seduto sul divano con una palla da tennis in mano, quando dall’altra parte del divano (divano a 3 cuscini)si viene a sedere mia zia. All’epoca avevo 11 anni e mia zia, molto giovane , indossava un paio di zoccoletti, pantaloncini celeste corti e una maglietta bianca un po’ scollata, d’altronde era estate e faceva un gran caldo. Eravamo soli in casa perchè mia madre con la nonna erano uscite a far la spesa.
Io le tiro la palla cosi per giocare un po’, ma lei dapprima sembrava un po scocciata come se non voleva essere disturbata mentre guardava la Tv. All’inizio stenta un po’… ma poi me la restituisce, io allora gliela ritiro e inizia cosi un gioco “stupido” tanto per ammazzare il tempo. Lei però risponde sempre con tiri man mano sempre più forti e difficili da “parare”. Quando la pallina andava “fuori campo” toccava sempre a me andare a raccoglierla con lei che mi diceva “muoviti valla a prendere”. Dopo qualche minuto la pallina finisce alle spalle del divano:
“ bravo hai visto che hai fatto? Mo’ (adesso) vedi di prenderla” Onestamente la colpa non era stata mia, ma mi diedi da fare e sposto il divano di quel poco che si poteva spostare, perchè c’era il tavolo da pranzo che ne impediva i movimenti in largo. Eh si può sembrare strano ma la casa era piccola, una casa popolare.
Lei non accennò il minimo aiuto e con lei sopra con uno sforzo sposto il divano di circa 20cm e mi inizio a calare in giù. In pratica ero con i piedi scalzi sul divano la testa parallela tra il muro e la spalliera del divano e le braccia tese verso terra in cerca della pallina. Ma niente da fare non la vedo. “Sicuramente sarà finita sotto il divano” pensai. Mentre mi sollevo per rialzarmi incontro una resistenza, io trovandomi a testa in giù non capivo cosa fosse e faccio forza con la nuca per cercare di vincerla, ma niente.. più facevo forza più la resistenza aumentava.
Dopo qualche sec mia zia esclama: “l ‘hai trovata?”
Io “no”
Lei: “ dai cerca meglio” e cosi dicendo premeva sempre più il mio capo verso il basso con i suoi piedi.
La mia indole da sottomesso si faceva già notare, non potevo mai riuscire a trovarla e ne ero consapevole, ma ci provavo lo stesso, eseguivo il suo ordine e in qualche maniera cercavo di non cadere a terra dato di lei che mi spingeva col suo piede.
Dopo il terzo tentativo mi lascia alzare e fu allora che vidi mia zia in piedi con un piede sulla spalliera e uno sul cuscino e fu proprio in quel momento che compresi per bene che la resistenza era dovuta al piede di mia zia sulla mia testa.
Mamma mia quant’era bello, provai subito una sensazione mai provata prima nutrendo per quel piedino un innato erotismo.
Con aria beffarda disse “Che c’è?”
Io impacciato risposi “no niente”
Lei “Bhe forza starà sotto il divano.. prendila”.
Io “si si”
Lei scese dal divano, calzò i zoccoletti e si mise in piedi dinanzi al divano. Io mi chinai e dopo aver sbirciato in che posizione fosse la pallina mi posiziono difronte ad essa. Per fortuna il tavolo lì finiva, cosi mi misi in ginocchio e allungai le braccia per prenderla.
Dpo qualche secondo Lei mi fa “allora ci sei?”
Io “non ci riesco per qualche cm”
Lei “aspetta ti aiuto io”
Cosi dicendo si mise dietro di me e poggio un piede sul mio sedere e comincio a spingere.
Esclamò “adesso ci sei?”
Io “quasi” (riuscivo a sfiorarla era davvero questioni di cm avevo le braccia iperdistese)
Allora lei comincio a darmi dei colpetti sul mio sedere con la suola del suo zoccoletto. Uno, due, tre, la potenza dei colpi era crescente tanto che il quarto era un vero e proprio calcio. Dopo qualche istante ecco il 5° era cosi forte che oltre al dolore al sedere sbattetti pure la testa contro il disotto del divano. Alla fine con un po’ di fortuna, di certo non grazie al suo aiuto, riusci ad afferrarla e la tirari fuori.. alzai il busto e sempre in ginocchio al suo cospetto esclamai tutto imbarazzato, confuso: eccola!
Lei “bravo se non fosse stato per me…” e alzo il piede destro (l’artefice di quei calci) vicino, proprio ad un soffio dal mio viso, poi con un movimento aggraziato molto sexy, piegò la caviglia in modo che il tacchetto dello zoccolo fosse quasi appiccicato alle mia labbra. Quasi come se volesse dire: “adesso lecca… ringrazialo” ma non disse nulla anzi fui io a rispondere “SI.. grazie dell’aiuto”.
Essendo estate i suoi piedi emanavano un odore inebriante, mi stordiva ma mi piaceva tantissimo!
Lei con un balzo a gambe tese e unite si sedette sul divano e nel rimbalzo sul cuscino perse quel zoccoletto perchè probabilmente si era spostato quando fece quel DANGLING a un cm dalla mia faccia. Lei sorrideva compiaciuta, mentre io raccolsi il suo zoccolo.
Poi lei disse “ fai una cosa, non mi va più di giocare, vammi a prendere le pantofole che in casa sto più comoda”.
Io ancora in ginocchio stordito dall’accaduto risposi “si ok” e mi diressi versoi l bagno dove c’era la scarpiera.
Lei “ma no.. dove vai cretino?! Torna qui! Vai che vai metti questi al posto.”
Io “ah si scusa hai ragione.”
Le sfilai l’altro zoccoletto accarezzandole di proposito il piede senza far sembrare che lo facessi apposta. Andai in bagno e li misi al loro posto e li portai un paio di pantofole. Lei ne prese una in mano e disse “ma no queste scemo, non vedi che sono invernali” e allungandosi quando bastava mi colpi abbastanza forte con la suola sulla testa.
Io non feci nessuna smorfia perchè pensai che meritavo quella punizione in effetti le pantofole erano chiuse fatte per mantenere il piede caldo.
Lei “portale a posto”
Io vittima delle sue umiliazioni ubbidisco, in realtà non feci mai niente per contraddirla, mi veniva spontaneo piegarmi ai suoi voleri.
Nell’attesa lei si mise con le gambe conserte, i gomiti su di esse e il mento poggiato sui suoi pugni. Quando ero li’ d’avanti la scarpiera tramavo, avevo paura di sbagliare ancora e subire un’altra “penitenza”. Presi un paio che mi sembrava OK e mentre andavo da lai si apre la porta d’ingresso.. erano tornate dalla spesa.
Lei con aria tranquilla come se nulla fosse successo prese il telecomando in mano e fece il giro dei canali alla televisione. Io poggiai a terra d’avanti a lei le pantofole e mi sedetti sul divano.
Mia madre “tutto OK??”
Io “si si tutto apposto” La coprii per l’accaduto in fondo mi era piaciuto e non poco.
Non ho mai saputo se il paio di pantofole era quello esatto.. e da allora purtroppo mai più si verificarono episodi analoghi a questo. Tutt’ora mi domando se proprio quel giorno è stato a far nascere in me la indole da sottomesso alle donne e se mia zia ha oggi un carattere sadico o e se quel giorno le andava solo di sfogarsi perchè costretta a farmi da “baby-sitter”

Chiusa questa parentesi, tra mille pensieri e sogni di ogni tipo su cosa poteva succedere in quei 3 giorni che sarei stato ospite da mia zia, decido comunque di andare premunito. Mi spiego meglio: Oramai in me è affermata la passione dell’essere schiavo di una bella e magari brava Padrona; ma abito in paese e per giunta al Sud, e la cosa è moooolto difficile che accada. Perciò metto in valigia 7/8 foglietti stampati al computer, ognuno dei quali raffigura una Mistress mercenaria in Roma con tanto di foto, num di tel e descrizione. Uno max 2 appuntamenti ero intento a fissarli per sfruttare l’occasione!!
Bene il giorno della partenza è arrivato e dopo un bel viaggetto il navigatore mi ferma esattamente di fianco l’ingresso dove alloggia mia zia.

I piedini di mia zia PARTE I

I piedini di mia zia PARTE I
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I piedini di mia zia (II)

Premetto che mia zia non sapeva niente di questa mia passione FEMDOM.
Il viaggio mi volò.. ero sempre a pensare scene su come avrei potuto stuzzicarla per vedere se anche lei condivideva queste fantasie. Spesso mi eccitavo e dovevo subito distogliere l’attenzione su di lei e pensare ad altro.
Immaginate se mi avrebbe fermato una pattuglia della stradale e dopo che li avrei spiegato che stavo andando a Roma per il concorso..e magari un giorno saremmo diventati colleghi, mi avrebbero visto con il pacco gonfio.. AHAHAHAHAHAHAH
Scherzi a parte, parcheggiata l’auto sono ora d’avanti l’ascensore con la valigia a seguito. “cavoli è rotta”, va bhè tocca farmi 2 piani per le scale.
Suono il campanello e la zia dopo aver visto nello spioncino apre la porta. Era bellissima come sempre. Era una mattina del mese di giugno, indossava una maglietta semplice, pantaloncini cortissimi rosso chiaro e un paio di infradito. I miei occhi proprio si calamitarono da soli su i suoi piedini.. stupendi!
Finiti i rituali dei saluti mia zia mi fa:
“che c’è?? fai l’affanno?”
Io: “no e che l’ascensore è rotta…”
Lei con aria sdegnata: “Ehi che giovane flaccido”
In effetti un po’ di affanno l’ avevo, ma perchè quel giorno saranno stati tipo 35° di calore, poi aggiungete lo sforzo fatto per la gradinata con il bagaglio…
Lei: “Seguimi ti faccio vedere dove ti sistemi”
Io “OK”
Lei a tono alto: “LA PORTA!” Non so perchè ma con lei vicino ero sempre impacciato, di solito non sono cosi.. Mi metteva soggezione. Tornai indietro chiusi la porta e andai in camera.
Lei: “ecco mettiti qua” Il letto era a mezzo metro dal balcone e sulla sua destra vi era un altro letto uguale.
Pensai “mmhhm speriamo che dorme qui lei”
Lei ” Io dormo nella matrimoniale” Ecco ti pareva troppo bello per essere vero
Andai in cucina aprii il frigo alla ricerca di una bevanda fresca per dissetarmi, ma il frigo era deserto.
Lei che assiste alla scena: “Se hai sete bevi l’acqua.. tu sei troppo viziato bello mio…Dai preparati che andiamo a far un po’ di spesa c’è un supermercato qui a 100mt.”
Io “si ok” Viziato io?!? pensavo nella mia mente.
Data la vicinanza del negozio andammo a piedi, comprammo tutto l’occorrente per tre giorni.
Alla cassa dissi ”lascia stare pago io”
Non se lo fece ripetere 2volte: “si va bene”
Fuori dal negozio : “dai fai l’uomo, portale tu le buste”
E mi dovetti fare fino alla cucina di casa con 2 bustoni carichi di spesa a braccia. Come le poggio sul tavolo tirai un sospiro di sollievo e mi sedetti. Ammetto ero un po’ stanchino, ma sopratutto per via delle scale a piedi.
Lei “Che fai??.. bisogna mettere la roba a posto”
Io “si scusa” e la aiutai a conservare la roba, con lei che mi dava indicazioni e non mancava di offendermi con frasi del tipo “Imbecille.. la pasta va qui.. va qui non vedi che c’è ci sono gli altri pacchi?”
Io ammutolito obbedivo, ma che ne sapevo io che altre buste di pasta erano proprio in quel tiretto.
Finito di sistemare la roba, con aria quasi schifata mi fa “vatti a fare una doccia che 6 tutto sudato, io intanto preparo da mangiare” poi mentre ero in corridoio aggiunse “e non schizzare il bagno!”
Finito di lavarmi, vestirmi e tutto andai in cucina e trovai tutto pronto. Mi sedetti a tavola per mangiare. Il cucinino era piccolo c’era giusto lo spazio per un tavolino con 2 sedie una di fronte all’altra. Lei era seduta di fronte la Tv e vicino il lavandino della cucina, io la Tv l’avevo alle spalle.
Mentre lei era distratta a seguire il telegiornale feci cadere di proposito una forchetta per terra. Cosi mi chinai per prenderla. Ragazzi rimasi intontito dalla scena che vidi. Mia zia era seduta con le gambe accavallate e col piedino faceva Dangling con l’infradito. Faceva spesso questi movimenti con ogni tipo di calzature, credo avesse una sorta di TIC che li faceva tipo tremare il piede con la gamba faceva su e giù.
Passati 5sec. mia zia notò che non mi ero ancora rialzato, di scatto spiò sotto il tavolo: “che stai facendo?? l’hai trovata?”
Io “si si eccola” e mi rialzai.
Avevo un rossore in viso e mi sentivo di nuovo iper accalorato.
Lei fiutò qualcosa nell’aria e disse: “Senti, qui dobbiamo dividerci i compiti.. non posso fare tutto io, tu devi collaborare”
Io in mente ”e vai ci siamo!!”, ma dissi “ma veramente zia volevo studiare”
Lei replico immediatamente “non ti preoccupare dopo ti aiuto io a studiare” e tese la sua gamba verso di me e con il piede strofinava il mio interno coscia.
Da parte mia nessuna pronuncia, ero incredulo.. il footsie, WUAOWW!!
Lei “Adesso per cominciare lava i piatti”
Io “ma zia non li ho mai lavati.. non lo so fare”
Lei “tranquillo ti aiuto io”
Io “mha sai..”
E mi interrompe con un affondo sul pene “hai qualcosa in contrario?” E continuava a premere con molta forza. Pensate con le sue mani faceva leva col tavolo.
Io a questo punto ero super eccitato, volevo che quel momento non finisse mai, ma ho dovuto fare uno scatto indietro con la sedia; altrimenti sarei venuto.
Poi risposi “ no niente.. è giusto, va bene”
E finii di mangiare calmando i miei bollori.
Poi presi l ‘iniziativa e cominciai a sparecchiare e poi a “cercare” di lavare i piatti.
Lei “Aspetta.. usa questi fai cosi.. fai colà ecc ecc” Insomma mi dava delle dritte.
Poi in un secondo momento mi allacciò il grembiulino. “Cosi non ti sporchi” Il suo gesto non era per misericordia ma era per deridermi. Infatti scoppiò a ridere: “ahahahah sei ridicolo ahahah Era bellissima anche la sua risata.
Lei dopo 2min con aria arrabbiata disse “guarda stai schizzando tutto..” e cosi dicendo prese in mano la cucchiaia di legno. E si sedette dietro di me: “stai attento a quello che fai d’ora in poi”
Io mi girai.. e rimasi nuovamente incantato, aveva i piedi nudi sul tavolo accavallati.
SPAH una sberla sul sedere con quell’arnese che aveva in mano, “non ti distrarre” esclamò.
Mi fece abbastanza male io: “si.. si scusa”
Dopo qualche sec un’ altro schiaffo “sto vedendo da qui che non li stai pulendo bene.. impegnati” e SPAH un altro colpo.
I minuti passavano e dopo poco lei “uffa devo starti dietro ho capito” e si alzò in piedi ma prima di farlo mi tirò giù i pantaloncini e le mutante una ventina di cm quanto bastava perchè avessi le natiche scoperte.
Lei “forse devo farti più male per farti imparare” e accarezzò il mio sedere con la cucchiaia prima dal lato curvo e poi dal lato concavo come se volesse capire da che lato colpire per farmi più male.
Era lì sentivo il suo fiato sul collo.. Paura e eccitazione si mischiavano in me.. Avevo un tremolio involontario che mi fece scivolare un piatto dalle mani..
Lei: SPAH “spostati va 6 proprio un imbranato finisco io” e con una spinta mi spostò più in là.
SPAH Mi diede un nuovo colpo. Questo era fortissimo.
Io “ahi” e per istinto misi le mani dietro per coprimi.
Lei a questa scena cambio espressione e uscì tutto il suo sadismo “togli le mani” mentre mi picchiava sopra di esse “ho detto toglile…bene… ora poggiale sul tavolo”
Io lo feci e iniziarono una serie di colpi violenti che mi fecero arrossire in poco tempo i glutei. Mentre colpiva scandiva a ritmo le seguenti parole “Devi capire che qui comando io..SPAH OK?? SPAH Allora non ti sento..” SPAH
Io: si va bene va bene zia”
Lei “NO, SPAH d’ora in poi dovrai chiamarmi PADRONCINA, zia mi invecchia” e mi infierì altri 3 colpi con tutta la sua forza.
Io “si va bene Padroncina” e così si calmò e mi lasciò andare.
Dopo circa 20min venne in cameretta e mi trova in piedi con il libro dei quiz in mano, ero troppo dolorante per stare seduto.
Lei si siede alla scrivania e accende il suo PC e inizia a chiacchierare sui social network.
Dopo circa un quarto d’ora mi fa: “mi sono stancata.. dai fammi vedere sto libro… ti avrei detto che ti avrei aiutato”
Io “si grazie” e glielo porgo in mano.
Un ceffone mi arriva sul viso: “come hai detto??”
Io “ops scusami Padroncina perdonami”
Lei “inginocchiati che cosi sei troppo alto”
Io lo feci e lei si mise difronte con le gambe accavallate e con il piede rialzato che si muoveva (quella specie di TIC sopracitato) andava una volta si e 2 no a toccarmi proprio in mezzo alle mie gambe con il pollice del piede.
Aveva lo smalto lucido, quello trasparente.. Il mio pene data la situazione e i suoi piedini perfetti si inizia a ingrossare; ma non lo tocco mai cosi l’erezione veniva in qualche maniera contenuta dalle mutande.
Mi fece una decina di domande io ne sbaglia 3 o 4 e ad ogni mio errore lei mi dava un calcio nelle p _ _ _ e. Il 4° calcio era cosi forte che mi accasciai a terra dolorante.
Lei ”basta mi sono stancata.. 6 un ignorante ho capito, non hai speranze” e mi poso i suoi piedi sul viso e continuò “fai una cosa… vediamo forse ti riesce meglio.. puliscimi i piedi che ho camminato scalza”
In effetti gli infradito gli aveva rimasti in cucina ed era a piedi nudi da quando si alzò dalla sedia per controllare come lavavo i piatti.
Piano piano mi misi in posizione comoda e mentre lei navigava in internet le ripulivo avidamente ogni mm dei suoi meravigliosi piedini con la mia lingua. Erano appena appena unti dal sudore e poco sporchi e avevano per me un sapore delizioso.
Dopo quasi un oretta si alzo in piedi sul mio petto e disse: “io adesso esco a fare dei servizi tu sistemati e poi studia.. Ah e passa l’aspirapolvere per tutta la casa!”
Scendendo si fece 2 passi su di me schiacciandomi anche le p _ _ _ e e andò in bagno per prepararsi. Aveva una camminata molto sexy alzava di poco i talloni, una vera DEA.
La casa aveva 2 bagni uno di servizio sprovvisto anche di finestra (aveva una ventola per l’areazione). E un bagno grande munito di vasca da bagno.
Io stavo per scoppiare aspettavo che si metteva sotto la doccia per masturbarmi. Non c’è la facevo proprio più.
Neanche in tempo ad alzarmi che sento urlare: “ALBERTOOO, vieni subito qui”
Io mi precipito vicino a lei, Dio mio che splendore era in intimo, non mi fece aprire bocca che mi prese da un orecchio e con una forte torsione mi abbassò la testa quasi dentro il water.
“Ti avevo detto di stare attento, di non schizzare.. ma mi vuoi fare proprio diventare cattiva??”
Io non capivo bene cosa avessi combinato, ero stato molto attento a lasciare pulito dopo la doccia.
Lei “forza pulisci” Ah ecco c’era una goccia di pipì sul bordo del water. Sapete no com’è facile schizzare quando te lo scrolli.
Mentre presi la pezza lì per terra, Lei “NO, pulisci con la lingua così impari”
Con l’orecchio ancora tirato ubbidii
Lei mollò la presa mi diede uno schiaffo e disse “sparisci che vado di fretta”
Io mi alzai e mi girai per andarmene.. Lei mi diede anche un calcio, ma a malapena mi sfiorò perchè io mi ero già allontanato.. e sentii dirle sottovoce mentre cercava di colpirmi “Coglione”
Veramente andava di fretta.. non aveva tempo per ulteriori umiliazioni.
Sull’uscio della porta dingresso, prima di andarsene mi fece cenno di spegnere l’aspira polvere e starmi a sentire.
Lei “fammi trovare la cena pronta”.
Era bellissima indossava un ginz blu attillato, scarpe aperte con tacco 5 o 7 e una camicetta ricamata in petto e con le maniche corte rialzate.. tipo quelle delle bambole.
Quando tornò erano le 23.30.. passo dalla cucina dove io con la tavola imbandita guardavo la Tv aspettandola per cenare, si avvicinò e con un bel pizzicotto mi disse: “Bravo tesoro, ma ho già cenato.. metti al posto, io vado a letto che sono stanca”
Io “si ok Padroncina”
Andando via mi mostrò il suo lato B (B sta anche per Buono ehh)
La giornata finisce li.. con io che sparecchio la tavola mangio qualcosa al volo e vado a letto. Nel letto presi sonno dopo circa un’ora ripensando a quanto successo…
Ero molto felice di trovarmi in quella situazione e di essere andato a casa sua 2 giorni prima dell’esame.

I piedini di mia zia PARTE II

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I piedini di mia zia (III)

Di natura io sono un tipo mattutino. La mattina seguente mi sveglio verso le 7, in silenzio vado a sbirciare in camera di mia zia. Ragazzi che scena :woot: era in Intimo bianco con mutandine bianche a vita bassa e ricamata ai bordi, semplici ma molto molto sexy, che lasciavano intravedere un parte della sua formosa chiappa destra. Era su di un fianco con il lenzuolo che la avvolgeva a tratti. Aveva una gamba scoperta dal ginocchio in giù. Ero fortemente tentato di andare ad adorarle quel splendido piedino, ma temevo per una sua reazione. Intanto senza che me ne accorgersi l’avevo duro come il marmo.. Optai cosi per una decisione saggia e andai in bagno. Qui frugai nel cesto dei panni sporchi e trovai una sua mutandina rosa ricamata, me la misi in testa al rovescio e con la fragranza della vagina sul naso mi masturbai. :wacko:
Quando vado per tirare lo sciacquone, non funziona: “oddio è rotto, e adesso come faccio??” pensavo tra me e me. Nel provare e riprovare a tirare lo scarico feci rumore e d’un tratto me la ritrovo vicino alla porta (una DEA in lingerie :o: ) con gli occhi ancora socchiusi e voce rauca mi fa:
“NOOOO, imbecille.. CHE SCHIFO, non ti 6 accorto che manca l’acqua??”
Io “no Padroncina, come facevo a saperlo?”
Lei “stai zitto non rispondere” e mi riempi di calci e schiaffi mentre continuava a insultarmi: “cretino, deficiente” Dopo una ventina di sec. Pieni, forse perchè non aveva molta energia di primo mattino o perchè voleva uscire da li dentro, si fermò e disse: “chiudi sto cazzo di cesso e rimani accesa la ventola”
Io “SI Padroncina” Ero tutto rannicchiato in un angolo,mi alzai e feci come vi aveva ordinato; il buongiorno mi era stato dato!
Quando andai in cucina mi spiegò: “stanno riparando l’autoclave del condominio, vicino al portone c’è un avviso che sarebbe mancata l’acqua per mezza giornata, non l’hai letto??..spero che oggi terminano sti benedetti lavori”
Io con il capo inchinato “No, scusami Padroncina”
Lei “Muoviti preparami il caffè.. mi ricordo che lo sai fare buono.. eh ma non pensare che te la cavi cosi, meriti una punizione… prendi quel bicchierone di plastica, aiutami che devo fare pipì”
Intanto aveva indossato una gonnellina rosa e un top bianco, si alzò la gonna senza sfilarla e si abbassò le mutandine. Era la 1a volta che vidi la sua DIVINA, meravigliosa.. pelo curato e chiaro.. sembrava di seta! :P
Eravamo stesso li in cucina: “avvicinati..” disse.
Io che ero rimasto immobile d’avanti a tale splendore: “si ecco scusami padroncina” e li misi il bicchierone sotto la sua fica. Lei appoggiò un piede sulla sedia e inizio a urinarci dentro.
Il rumore del bicchiere che si riempiva in fretta era una dolce melodia per me, piano piano il calore mi vene trasmesso alla mano e iniziai a sentire il suo odore. Per me era come stare difronte a una fonte di Champagne quello DOC.
Incurante se il bicchiere (da oltre mezzo litro) sarebbe bastato continuava a urinare con un espressione di piacere liberatorio. Per fortuna finisce a mezzo cm dall’orlo.. poi si ricompone e si siede a tavola.
Lei “sai l’altra volta ci ho innaffiato la pianta…. assaggia vedi ti piace”
Io “no va bene innaffio la pianta”
Lei “perchè vorresti dire che ti fa schifo?? Odorala da vicino prima!”
Io lo feci e lei: “allora di che sa??”
Io sorridente per compiacerla sparai la 1a stronzata che mi venne in mente:“ mhm l’odore è buono sembra una tisana calda”
Lei “AHAHAHHAAH Bene allora bevi che ti fa bene… FORZA NON FARMI INNERVOSIRE”
Io per verità ero tentato e dissi “ok Padroncina” e ne bevvi un sorso. Non avevo mai bevuto pipì prima di allora e devo dire che la cosa non mi disgustò come pensavo, anzi.
Poi mise 4 dita sotto il bicchiere e delicatamente lo sollevò… gentilissima mi stava aiutando a bere il suo nettare “forza bevila tutta.. come punizione questa sarà la tua colazione oggi.. forza ancora un po’…ok bravo”
Finita la bevuta dissetato dissi “Grazie padroncina.. Ottima” e mi rimisi a prepararle il caffè, mentre lei dopo una bella risata, seduta alla sedia dietro di me mi stuzzicava infilando il suo piedino tra i miei pantaloncini andando a stuzzicare i miei attributi.
Stavo per venire ma per fortuna dissi “il caffè è pronto Padroncina” e mi girai allontanando il membro dal suo piedino e poggiai la tazzina di caffè sul tavolo. Lei dopo averlo bevuto, notò il mio pene eretto e disse: “spogliati fammi vedere come sei messo”
Io”si padroncina” e tirai giù tutto.
Lei “ lo prese in mano ed esclamò “niente di che”. Poi passò a strizzarmi le palle, ma non forte, ci giocava. Poi aggiunse “troppo peloso per i miei gusti” e diede uno schiaffo al caxxo.. io a quel punto non c’è l’ho fatta più.. esplosi e con il primo schizzo (che non feci in tempo a mettere la mano avanti) le macchiai il top.
Lei “Cazzo ma che fai?? Coglione bastardo non cè nemmeno l’acqua..”
Si alzò di scatto “inginocchiati”
Io senza dire niente lo feci e mi sferrò un calcio violentissimo nelle palle che quasi mi salirono in gola.. mi accascia a terra…. temevo addirittura per la mia virilità.
Lei “e non finisce qui e pulisci tutto” Già, l’avevo fatta grossa per lei.
Si andò a cambiare e tornò in cucina “quel caffè era una ciofeca.. mi ha fatto venire da cacare” “prendi un piatto di plastica e seguimi in bagno”
Io ancora un po’ zoppo la seguii dopo qualche secondo. In bagno la trovai già nuda aveva solo una maglietta (credo anche senza reggiseno). Incantevole :o:
Lei “metti il piatto sotto dai.. ma ti devo dire proprio tutto??”
Lei si accovacciò e io li misi il piatto sotto il suo meraviglioso culo e rimasi li vicino.
Lei “non stare li impalato.. non farmi stancare, aiutami a tenere sollevato il culo”
Io “si padroncina” e le misi le mani sotto le chiappe per reggerle.
Iniziavo a sentire già un forte odore, le sue puzzette annunciavano l’uscita imminente della cacca.
L’odore era fortissimo, mi stordiva, mi inebriava il cervello, ma mi paceva un sacco!
Lei “sei fortunato che non c’è acqua altrimenti come punizione te l’avrei fatta direttamente in bocca.
Io nella mia mente “cavolo me la voleva far mangiare, non credo di essere pronto”
Lei “aspetta non mi fai concentrare con le tue luride mani… metti il piatto nel bidet.. finisco lì”
Io lo feci e lei si sedette sulla tazza. Poco dopo esclamò: ” ah si, che bello non cago da 2 giorni” Quando si alzò vidi una montagnetta marrone che all’apparenza sembrava molto golosa per il palato, ma non volevo assolutamente mangiarla, era troppa.
Lei prese la carta igienica e si pulì e con aria sadica: “Che c’è hai fame??”
Io “no no padroncina”
Lei “come no!?? tieni assaggia, per colazione il dolce va benissimo” e con forza cercava di far entrare la cartaigienica unta di cioccolato fuso sulle mie labbra chiuse.
Ma io mi opposi e le proposi “asp.. un attimo.. padroncina se vuole posso pulirla con la mia lingua.. mi cibo li”
Lei per fortuna o perchè effettivamente si rendeva conto che non potevo ingoiare la cartaigienica acconsentì, si girò e col culo a 2 cm dalla mia faccia disse: “forza.. lavora”
Io subito iniziai le operazioni di lavaggio. Mi aiutavo con le mani ad allargare le sue meravigliose natiche…Una sensazione indescrivibile. :cul__:
Lei “ok basta cosi.. come era??”
Io “buona, gustosa padroncina” (anche se non era vero)
Lei “ne vuoi ancora.. è li mangiala”
Io “no grazie va bene cosi Padroncina”
Lei “e forza non farti pregare” “odora da vicino magari ti viene voglia come per la pipì”
Dopo queste sue parole mi avvicinai per odorarla, ma avrei detto subito “no grazie padroncina davvero non la voglio la supplico”
Ma sentii il suo piede sulla mia nuca e fu lei ad anticiparmi “bravo adesso leccala DAI”
Io lo feci piccole leccatine. poi lei con maggiore insistenza faceva forza sulla mia testa, io allora misi le braccia sul contorno del bidet per oppormi, altrimenti sarei finito con il viso immerso nelle sue feci. Onestamente non volevo ingerirla, non era come per la pipì, provavo un certo disgusto (oh ognuno ha i suoi limiti)
Lei “togli quelle mani.. non opporti”
Subito dopo allentò la presa, ma rimase col piede sulla testa: “tranquillo ho capito che non ti va.”
Io le credetti e ubbidii e lei come tolsi le mani affondò la mia faccia nella sua cioccolata calda ancora fumante.. e mentre con il piede mi spalmava sul piatto “AHAHAHAHAHAH Ecco hai avuto la giusta punizione”
Con aria soddisfatta prima di uscire dal bagno disse: d”atti una sistemata io sto uscendo.. vado a lezione e torno nel pomeriggio.”
Poi con in mano le sue mutandine disse: “indossale, vedi sono belle strette per te così tieni a bada quel verme bastardo che ti ritrovi, APRI LA BOCCA” Io lo feci e lei attenta a non sporcarsi me le mise in bocca.
Per quanto mi potessi ripulire senz’acqua lo feci. Stetti diverse ore con il suo odore sotto il naso.. e devo dire che la cosa non mi dispiaceva affatto. Il profumo della sua merda mi piaceva tanto solo che prima non volevo mangiare.. tutta quella roba. :sick:
Lei era uscita, io ero eccitato e per godere ancora di più presi le sue scarpe che indossava la sera prima. Una la annusai profondamente e l’altra me la strofinavo sul caxxo…e venni nuovamente in un mare si crema bollente dentro dei fazzoletti.
Il primo pomeriggio l’acqua arrivò e andai a tirare l’acqua nel bagno piccolo e mi feci una doccia.
Tornò che erano tipo le 18.00. io ero in stanza a studiare e lei si sdraiò sul divano del soggiorno a guardare la TV.
“merdaccia” senti urlare… mi stava chiamando cosi mi reco vicino a lei.
Il divano era parallelo alla televisione cosi lei per vederlo da sdraiata doveva per forza stare con la testa di lato per poterla vedere.
Quell’appellativo lo usò solo quella volta <_< .. comunque disse “dai siediti.. racconta la casa è tutta pulita??” e piegò le gambe per farmi spazio sul 2° cuscino. Io mi siedo e rispondo “si padroncina ho lavato anche a terra in cucina”
Lei SPAH uno schiaffo col piede sul viso. Bellissimo il foot-slap lo adoro.
Io non capivo come mai però, ma lei subito spiegò: “ti sei seduto sul telecomando cretino”
Io “ah si scusa padroncina e lo tirai fuori.”
Ormai ero succube di lei, feci gesto che glielo volevo dare ma lei “no cambia tu”
Cosi mentre io cambiavo canale, lei si divertiva con dei calci con il piede sulla mia guancia e qualche smorfia a farmi capire quando dovevo cambiare, quando soffermarmi ecc
Poi ad un tratto lasciò cadere il suo piede e con il tallone mi colpi in mezzo alle gambe “chi ti ha detto di cambiare”
In realtà nessuno me lo aveva detto e solo che non era semplice interpretare quel gioco che si era inventata.
Io dolorante e con la bandiera a mezz’asta (trattenuto un po’ dalle precedenti seghe e dalla sua mutandina che indossavo dissi “scusami padroncina ho sbagliato”
Lei “dai basta non si fa niente di bello vediamoci un film”
Feci tutto io, con lei che mi diceva quale dvd inserire e come.
Misi play e arrivato ai suoi piedi “fermati, spogliati, fammi controllare una cosa” Io mi denudai e rimasi solo con le sue mutandine.
Lei:”AHAHAHAHAH che frocio” poi con tono serio “inginocchiati.. massaggiami i piedi che ho camminato parecchio e mi mise uno in testa e uno sulla spalla. Io le presi il sinistro quello sulla testa e comincia a massaggiarlo.
Lei con l’altro mi diede un calcetto nelle palle “spostati d’avanti” in effetti le coprivo la visuale dello schermo. Io “si scusami padroncina” e continuai il mio lavoro.
Lei “puliscili anche non vedi che sono sudati” e cominciai anche a leccarglieli con molta passione e devozione. Come al solito il sapore era ottimo.
Lei “basta con questo me lo stai consumando” e mise la pianta dell’altro piede in faccia, poi con il pollice cercava con forza di entrare dentro la narice ”profuma eh?? di cosa?” mi domandò.
Io “sa’ del miglior formaggio che esiste al mondo!”
Lei “ahahahah adesso li rendiamo anche belli.. di che colore ti piace lo smalto?”
Io “rosso padroncina”
Lei “bene aspetta qui”. Tornò con lo smalto rosso e disse “adesso te li faccio colorare a te”
Svitò il tappo e mi mise il pennellino tra i denti. Io sempre in ginocchio (per fortuna c’era la mochette) con il busto chinato e le mani dietro le spalle dovevo tingerli le unghie, attento a non sbagliare. Lei era messa con un piede sopra le mie spalle e uno davanti il mio viso con tanto di ovatta tra le dita. Mi concentrai moltissimo feci le cose con calma e per fortuna il lavoro uscì perfetto.
Dopo le soffiai anche sulle unghie per asciugare lo smalto. Adesso erano davvero bellissimi.
Ora ero lì che facevo da tavolino ai suoi piedi, in quella posizione fino alla fine del film. Lei notò che il lavoro era uscito bene, ma neanche un bravo. Per me va benissimo, la Regina era molto presa dalla visone del film.
Finito il film disse: “passami il telefono che ordiniamo 2 pizze” e con il piede sul fianco mi allontanò con un calcio.
Chiusa la conversazione mi mandò a prendere le pizze.. ovvio senza darmi una lira.
Mi vestii e andai. Quando tornai la trovai seduta al tavolino del terrazzino, in pratica era un ampio balcone con il tendone che calava giù per fare ombra quando c’era il sole bollente.
Lei “fa troppo caldo dentro, mangiamo fuori”
Io “si padroncina”
Aveva l’aria stanca si vedeva che non li andava più di maltrattarmi. Passò più di un ora. L’unico episodio erotico che successe e quando dopo aver sparecchiato stavo per andare in cucina. Dovevo passare in uno spazio tra il muro e lei seduta di fronte a esso, ma aveva i piedi tesi sul muro.. allora mi fa “che c’è? abbassati e passa come un cane, non mi fare scomodare”.
Di fronte c’era una signora sulla sessantina che stendeva i panni sul suo terrazzo e assistette sbalordita alla scena. Io mi misi a 4 zampe, ma quando cercai di passare lei abbassò una gamba ostruendomi la strada. Io allora mi rialzai..
Lei “uffa e va bene passa” e alzò la gamba poggiata al muro, si sposto da esso di una ventina di cm. Io diedi il passo scavalcando la sua gamba quella a terra. Ero difronte a lei tirai indietro la pancia per non scomodarla ulteriormente in quanto la sua gamba era tesa con il suo piede di fronte la mia pancia. Poi lei d’improvviso lo abbassò e mi schiacciò le palle tra il muro e il suo piede.
Io gemitai dal dolore lei “stai zitto che ti sentono.. zitto non farti riconoscere quando sei cafone” e continuava a schiacciare con estrema forza, poi aggiunse “te l’avevo detto di non farmi scomodare.”
Io vittima sempre più dei suoi abusi “si padroncina, si” e non mi permisi mai di usare le mani per allontanare il suo splendido piede cattivo.
Poi finalmente smise si alzò e disse “metti tutto a posto e vai a studiare che domani hai l’esame”
Io “si padroncina” e feci tutto alla lettera.
Lei andò a farsi una doccia lunga, giustamente per rilassare la sua pelle vellutata stressata dai miei casini :P Per tutto il proseguo della serata mi lasciò perdere; si addormentò dopo una mezz’oretta con la Tv ancora accesa.
Io prima di addormentarmi venni di nuovo copiosamente.

I piedini di mia zia (IV)

La mattina seguente mi alzo e faccio le mie cose (compresa una sega preventiva adorando il suo intimo usato). Ormai erano le 9.00, questa volta prendo coraggio e difronte alla meravigliosa scena, molto simile a quella della mattina prima, mi avvicino al lettone dove dormiva la DEA, mi inginocchio e delicatamente comincio a baciarli i piedi. Dopo qualche min, apre gli occhi.
Io “buongiorno padroncina”
Lei “chi ti ha dato il permesso di svegliarmi, verme.. lo vedi che sei tu a farmi arrabbiare, caxxo già a prima mattina.. ora ti punisco”. Mi prende per i capelli e mi avvicina al suo culo, alzò una gamba e disse “apri la bocca schifoso” e allentò un peto magistrale.. Fu sensazionale per me il forte profumo mi salì nel naso e scesa nella gola. :wacko:
Poi mi lascia si siede sul letto e disse “ti piacciono i miei piedi eh?.. apri la bocca” e mi infilo un suo piede dentro “tieni, mangialo tutto” e con forza lo infilava sempre più dentro quasi fino a strozzarmi e con un movimento rotatorio quasi mi spaccava la mascella.
Io dopo poco tossii e lei disse “che c’è non ti piacciono più adesso?? com’è mai??…ora quasi vomiti?”
Io nel riprendere il respiro appoggiai le mani a terra e lei si sedette sulla mia schiena.
Lei “aha che bello, adesso fai il cavalluccio ahahhah”
Io già capii cosa mi attendeva e a sentire il suo peso gravare sulla mia schiena attraverso la pelle liscia e fresca delle sue splendide coscie mi andò in tiro. All’inizio sembravo avere addosso una piuma..
Lei ”forza pony.. parti” e mi diede uno schiaffo sul viso “più veloce ahahhaah” altri 2 schiaffi.
Giunti in cucina “fermati” pensai siamo arrivati, ma la vidi prendere quella cucchiaia di legno che già conoscevo. Lei, sempre rimanendo in sella, si voltò perchè difatti dovevo fare un po’ di retromarcia per uscire dal cucinino e per agevolarmi la manovra mise le piante del piede sulle mie guance.
SPAH mi colpisce con quell’affare durissimo sul sedere “dai portami a fare un altro giro”
Non potevo fare altro che accontentarla. Lei continuava a colpirmi ridendo a crepapelle. Poi si voltò nuovamente, eravamo in salotto, e disse “adesso fai come i cavalli sbizzarrisci” e io alzai il busto e imitai anche il nitrito del cavallo.
Lei “ahahahah si si bravo” e mi frustava con la cucchiaia con insistente violenza, poco dopo cedetti e lei “ho capito và non duri niente, vai a fare il caffè”.
Un po di tempo me lo diede per riprendermi, ma non troppo infatti mentre sorseggiava il caffè disse “a che ora hai l’esame?”
Io “alle 14.00 padroncina, dovrei partire prima di pranzo, sai come…”
Lei “si si.. non mi interessa.. spogliati che andiamo a lavarci che puzzi di sudore”
Eh ci credo dopo quella bella faticata :D con 30° interni…..
Io ero nudo, lei si alzò, mi volto le spalle e con un movimento sexy e il busto leggermente inclinato iniziò a strofinare il suo tondo sedere sul mio pene. Non credevo ai miei occhi, aveva un pantaloncino celeste, del pigiamino estivo, cortissimo che lasciava vedere le parti inferiori delle chiappe, poi quella schiena a V con quelle spalle dritissime… me lo ferce venire duro, il tempo di contare fino a 3. Ma capii che era un tranello quando mi afferrò le palle con violenza e disse “seguimi..” e mi trascinò in bagno senza mai mollare la presa.
Nel bagno mi fa “inginocchiati… e prepara la vasca”.
Mentre l’acqua scorreva disse “fammi pesare, vedi tu quanti KG bi bontà sono”
Io “si padroncina” e misi gli occhi vicinissimi ai suoi piedini sulla bilancia”
Lei “che c’è non vedi bene?” e mi mise un piede in testa e me la poggiò sulla bilancia e disse “prova cosi” e ci salì sopra “ahahah vedi meglio adesso!?”
Stette circa 30s, impossibile vedere il numeretto! Poi scese, si lavò i denti ecc
In seguito, lei “bene è pronta dai entra” Io entrai e lei salì sul bordo della vasca e ci pisciò dentro e su di me che stavo entrando. “ahahahha sai era un po’ freddina… ringraziami ti sto riscaldando l’acqua”
Io “grazie 1000 Padroncina”
Lei si pulì e se andò.
Per fortuna potevo poi sciacquarmi con il rubinetto della doccia e meno male che la zia non andava in bagno tutte le mattine.
Intanto si erano fatte le 11 Lei “se vuoi andare vai ancora fai tardi c’è sempre casino sul raccordo e poi si va in anticipo quando sono queste cose”
Io “si grazie padroncina vado” Prima di andare presi tutto l’occorrente dalla valigia e notai quei foglietti che mi ero preparato alla partenza, li gettai dentro la valigia e pensai “che culo non mi sono serviti”
Tornai verso 17.30 citofonai ma non era in casa. Dopo 5min presi a pensare sul da farsi, presi il cell e la chiamai.. fu lei a parlare per prima “sono dal gelataio qui all’angolo.. vieni” e mi chiuse il tel in faccia. ODDIO era in compagnia di una sua amica, adesso le DEE erano 2. Nell’avvicinarmi le squadrai da cima a fondo :shifty: .
Mia zia era in zoccoletti con fibbia bianca, e tacco spesso da 5, pinocchietti neri e magliettina bianca aderente da sopra l’ombelico, l’amica in ballerine bianche con laccetto, pantaloncini neri aderenti con risvolto da sopra il ginocchio e magliettina blu chiaro. Mia zia già la conoscete fisicamente ma questa nuova ragazza devo dire che era anche più bella, mamma mia.. Capelli neri, lisci con frangetta, 1,75 di altezza seno abbondante senza un filo di grasso o muscoli e caviglie belle scolpite, ma non magre.
Mia zia “Anna, ti presento mio nipote” bla bla.. i soliti rituali.
“andiamo a casa dai” e come al solito mi lasciò il conto da pagare.
L’atmosfera era di quelle “normali”, ma cambiò all’improvviso.
Nell’atrio del portone mia zia disse “ah è vero l’ascensore è fuori uso.. ” e con un balzo salì in groppa alle mie spalle, “dai cavalluccio” calciandomi con i piedi sui fianchi.
Mia zia “Anna aspetta qui te” Lei “si ahahaha si si ahahh”
Io portai mia zia di sopra e nel farlo capii benissimo che l’amica era al corrente della situazione di cui ero schiavo.
Mia zia scese e fece cenno con la mano indicandomi di riscendere..
Io “si Padroncina” scesi, mi abbassai per favorire il salire in sella della nuova Regina e la portai fin dentro il salotto.. mi abbassai per farla scendere.
Mia zia “rimani cosi e fai gli onori alla mia amica” Io non persi tempo ne l’occasione e subito le baciai quel meraviglioso decoltè dei suoi piedi, l’odore era afrodisiaco.
Anna “ahahah ma che bravo.. già che ci sei puliscimi anche la suola”. Io prontamente lo feci.
Mia Zia “sai caro Anna è qui per sperimentare una cosa che a lei piace tanto”
Anna “si è vero vado a cambiarmi” portò la borsa con se e andò in bagno.
Zia si avvicinò mi accarezzò il viso e disse “vedrai che ti piacerà” Poi appoggiò la mia guancia sul suo bellissimo pancino. Era un pancino poco poco gonfio, senza addominali e dall’ombeloco perfetto. Io non restetti e con un paio di bacini con la punta della lingua assaporai le delizie del suo ombelico sudaticcio.
Lei “bravo, rilassati.. stai tranquillo..”
Io in mente mia “quando il Diavolo ti accarezza.. vuole l’anima”
Sentii un rumore di tacchi sul pavimento e non feci in tempo a pensare niente che ecco entrare nel salotto Anna. Si avvicina a me. Porca vacca persi il respiro per qualche sec. Una visione galattica, aveva ai piedi dei trampolini, perizoma con tanto di strap-on incorporato, reggiseno a strisce vedo non vedo.. insomma uno di quei completini HOT di pelle da sexy shop.
La protagonista divenne lei. Ora mi strofinava la cappella del fallo sul viso e sulle labbra, io avevo la bocca spalancata (eh oh ero veramente rimasto a bocca aperta). Con tono sexy mi disse: “vuoi provarlo? eeh… vedrai che ti piacerà… non preoccuparti non ti farà male è solo un 18cm”
Mia zia prima che rispondessi si avvicinò all’orecchio e mi sussurrò con voce anche lei dolce e sexy “si che lo vuole.. non è vero nipotino??” e mi mordicchiò l’orecchio per farmi dire di si..poi mi leccò il collo.. Ragazzi ero in estasi.. ero in un altra dimensione…
Le parole mi uscirono da sole e balbettando dissi “si lo.. lo voglio.. tu_t tto”. Le 2 Dee scoppiarono a ridere.. poi Anna con tono serio disse “spogliati nudo e seguimi”
Bene, completamente soggiogato da loro, mi ritrovai a pecora con i gomiti sul davanzale della finestra del corridoi che dava sulla strada.. ah la finestra era aperta.
Mia zia assisteva divertita alla scena e Anna con molta maestria mi unse l’ano, vestì il dildo ecc e piano piano entrò.. Mi penetrò con forza crescente e con colpi sempre più forti… piano piano mi stava sodomizzando.
Io all’inizio provai dolore ma subito dopo piacere.
Lei aumentò vistosamente il ritmo prendendomi anche per i capelli e io cominciai a gemitare “A HA HAI HAI..”
Anna“si fai sentire a tutti quanto sei troia”
Credo che più di qualcuno ci stava notando.. chissà cosa pensavano, per quel poco che potevano vedere. In totale passarono una decina di minuti.. Poi quando un gruppetto di ragazzi si radunò sotto la finestra e uno di loro in romanesco “AHO ma che li stai a fa’ a quel poveretto?” la zia immediatamente si avvicinò e gli rispose “niente statti tranquillo” e chiuse la finestra.
Anna, scansata da mia zia, sfilò il giocatolo dal mio culo e disse “bravo sei stato bravo.. meriti un bel premio”. Si notava che era tutta eccitata,
si tolse il perizoma e disse “masturbati e fammi godere”
Io gli leccai la sua fica bagnata, andando in profondità con la lingua, ingoiando tutti i suoi sapori,ecc.
Mi permisi di alzarle un piede e avvicinarlo prima alle palle e poi al mio pene duro come l’acciaio… In pratica mi segai con il pene schiacciato tra il suo piede e la sua scarpa. Venni come non mai..
Poco dopo raggiunse l’orgasmo anche lei. E dopo un altro piccolo frangente di tempo venne anche mia zia che nel frattempo si stava masturbando sul divano con il dildo.
Con calma ci ricomponemmo tutti e tre.

Ero pronto a partire e tornare a casa. Mia zia mi apre la porta d’entrata e mi fa “bhè te ne vai senza lasciarmi niente?”
Io non capivo a cosa alludeva così mi chinai per baciarle i piedi.
Lei “No cretino e mi diede un calcio sul fianco, poi aggiunse “forza ti ho fatto risparmiare un mucchio di quattrini” e mentre diceva questo con metodi poco ortodossi mi mise sdraiato supino e mi salì sullo stomaco a piedi nudi ed esclamò “oh sei pazzesco.. sei in grado di farmi arrabbiare pure all’ultimo”
Intanto la porta era rimasta aperta e una coppia di signori si trovò a passare per la gradinata, si soffermano a guardare impalliditi la scena, mia zia li guardò con aria minacciosa e il marito di lei disse “dai cara lascia stare, andiamo”. La moglie era sconvolta ma andarono via.
Nel frattempo io collegai che sicuro aveva rovistato tra le mie cose e aveva visto i miei foglietti (vedi fine PARTE I)
Poi saltellando sullo stomaco disse “allora??.. Anna vieni sopra anche te forse capisce meglio questo lurido ingrato”. Ma Anna prima di salire disse “aspetta un minutino questa cosa mi piace” e si allontanò.
Io non dissi niente, ero ansioso di aspettare Anna, la quale dopo poco arrivò e mi salì coi degli stivaletti neri con pallini a pua argentati sul mio povero stomaco, mentre la zia passo a schiacciarmi le palle. Evidentemente erano di mia zia, un paio per la stagione autunnale.
Divertite mi usarano come tappettino per qualche minuto, ma stavo iniziando a farmi male sul serio perchè Anna mi sali sul viso.
Cosi misi la mano in tasca e tirai fuori 200€. Per fortuna avevo prelevato 250€ al Bancomat al ritorno dai quiz (ah per la cronaca non li ho passati). Lo feci con calma in modo da conservarmi 50€ per le spese del viaggio.
Loro scesero dal piedistallo umano. Io mi alzai piano e “donai” nelle splendide mani di mia zia il denaro (la cosa non mi diede nessun fastidio, anzi avevo le pulsazioni al caxxo) :) .
“Ok.. adesso puoi andare..ti è andata pure di lusso… sconto parentela ahahahaha… ah aspetta chiudi gli occhi fati dare un bacio da ziuccia tua”.
Io lo feci e lei con la mano mi strinse le guance in modo da aprirmi la bocca e ci sputò dentro.
Aprii subito gli occhi e pensai ecco mi ha fregato di nuovo! Dopo una frazione di sec Anna carica e spara anche lei. Non fece centro e mi ricoprì il viso della sua saliva. Io avrei potuto evitarla ma rimasi immobile desideroso di ricevere lo sputo.
Poi con la lingua attorno alle labbra assaporai la sua saliva. Entrambe dal sapore sublime.
Zia mi spinge sul pianerottolo di casa e mi chiude la porta in faccia. Sentivo le 2 amiche ridere e gioire come matte.

Nel viaggio mi chiedevo se la Zia facesse la Mistress di professione, ma il fatto è che non aveva nessun oggetto sadomaso in casa e poi per quanto la conoscevo era molto difettosa sui gusti maschili, difficile che avrebbe desiderato al suo cospetto clienti di ogni genere… Bohh ero incerto, ma alla fine dato che era uscita da poco da una lunga storia, conclusi che a volte le piaceva solo maltrattare gli uomini, come sicuramente ha fatto con tutti i suoi ex.
Io personalmente se non mi era zia l’avrei chiesto di sposarla.. eheheheh ma come si dice.. il pane per chi non ha io denti – la fortuna in mano ai ciecati :P

Col tempo provai a contattarla diverse volte, ma un giorno un suo SMS mi spezzò le gambe “caro nipote non rompere.. adesso sto con uno, è bello gentile ed è pure ricco :D, solo che è divorziato.. ha pure una bambina.. voglio cambiare vita… ciao”

THE END
 by claude3891